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Le vostre domande al nutrizionista | Cibo e salute

Ma è meglio la pasta bianca o la pasta integrale? Quale yogurt scelgo, lo yogurt magro alla frutta o bianco? E il cocco rapè è un buon alimento? Quale tipo di pane sarebbe meglio che mangiassi, di segale, bianco o integrale? Torna l’appuntamento mensile con “Cibo e salute: il nutrizionista risponde”, la rubrica dedicata ad alimentazione, alimenti e buone pratiche condotta dal dottor Gianluca Rizzo. Questo mese i protagonisti siete voi, con le domande che avete inviato nelle ultime settimane. Scoprite un po' cosa vi ha risposto.

Foto del dottor Gianluca Rizzo, che cura la rubrica mensile

Vi ricordiamo che potete porre delle domande al dottore Rizzo, scrivendo dubbi, quesiti e curiosità nei commenti o via messaggio privato sulla nostra pagina Facebook Biolis – Alimenti Biologici, o anche via mail all’indirizzo infobiolismessina@gmail.com. Le domande verranno raccolte dal nostro staff e proposte al dott. Rizzo, che vi risponderà in maniera anonima sempre sulla rubrica.

Buona lettura!

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Meglio la pasta bianca o la pasta integrale?

Gentile Dott. Rizzo, volevo chiederle se, parlando di pasta, va bene consumare quella di semola di grano duro o è meglio scegliere la pasta di semola di grano duro integrale.

La nostra alimentazione dovrebbe essere basata sui cereali, per lo meno questo è quello che le linee guida dicono ormai da diverso tempo. Tuttavia, è bene prediligere le farine integrali perché più ricche di fibre e di alcuni nutrienti che vengono persi durante il processo di lavorazione dei cereali. Non dimentichiamo che non sarebbe una cattiva idea consumare dei cereali integrali in sostituzione della pasta almeno due volte alla settimana. Questo perché il grano duro, integrale o meno, è sicuramente un cereale nutrizionalmente adeguato, ma è corretto variare quanto possibile l’alimentazione per non sottovalutare tanti altri cereali altrettanto validi come l’avena, il miglio, la segale, l’orzo, ecc.

Meglio la pasta bianca o la pasta integrale?

Yogurt magro alla frutta o yogurt magro bianco?

A colazione mi piace consumare lo yogurt. Mi chiedevo… va bene mangiare quello magro alla frutta? O è meglio lo yogurt magro bianco?

Sarebbe meglio evitare di consumare preparati a base di frutta, perché prevedono frequentemente l’aggiunta di zuccheri al fine di rendere il prodotto più palatabile. Meglio un prodotto con la lista di ingredienti più ridotta possibile. Da tenere in conto che per la normativa europea, affinché lo yogurt possa definirsi yogurt, deve essere composto esclusivamente da latte fermentato e fermenti lattici. Qualunque altro ingrediente non consente tale denominazione (noterà esclusivamente la definizione di “preparazione a base di yogurt” sulla confezione).

Meglio lo yogurt magro alla frutta o lo yogurt magro bianco?

Che tipo di pane mangiare? 

Quale tipo di pane è preferibile consumare tra pane di segale, pane integrale o pane comune?

Come per la pasta, è sempre preferibile la scelta di farine di cereali integrali, se non ci sono specifiche difficoltà. Va bene di segale; va bene integrale e di tanto in tanto anche quello comune, per quanto sia la scelta meno ottimale. Da non sottovalutare che il pane integrale può essere ottenuto da farina di grano tenero con aggiunta di crusca. In quel caso potrebbe essere paradossalmente meglio scegliere un semplice pane di semola di grano duro.

Meglio il pane integrale, il pane bianco o il pane di segale?

Cocco rapè, un ottimo alimento?

Desideravo sapere, poichè assumo circa 20/30 grammi di cocco rapè al giorno tra colazione e merenda, come mai è considerato un ottimo alimento, nonostante sia ricco di acidi grassi saturi. Grazie per la risposta, L.C.

Buongiorno, la farina o il cocco a scaglie contiene, come osservava giustamente, una quantità di grassi saturi molto elevata. Le tabelle ufficiali nazionali ci indicano che su 62 grammi di grassi per 100 grammi di prodotto, ben 53 grammi sono in forma di grassi saturi. Questo ci indica chiaramente che si tratta di un alimento che va introdotto con parsimonia e comunque coerentemente allo stile di vita. Quindi, se nella Sua alimentazione non sono presenti altre fonti rilevanti di grassi saturi, verosimilmente lei potrebbe facilmente rispettare le quantità consigliate dalle linee guida; ancor più facilmente se pratica regolarmente sport (partendo dal presupposto che aumenterebbe il fabbisogno calorico e contemporaneamente la quota massima di saturi consigliata). Bisogna comunque considerare che un alimento vegetale non ha rilevanza esclusivamente per la sua componente nutritiva più rappresentata. Il cocco e i suoi derivati presentano una ricca composizione di antiossidanti, fitochimici, sali minerali e vitamine. Inoltre, si tratta dell’alimento con la più alta concentrazione di acidi grassi a corta-media catena che sono noti per subire un trasporto specifico verso il fegato che ne permette una rapida utilizzazione, con effetti benefici. Alla luce di queste informazioni, comunque, mi sorge una domanda forse scontata: perché assume questo quantitativo regolarmente?Ci sono tanti alimenti che hanno un effetto benefico e forse la strategia migliore sarebbe quella di non farsi mancare nulla, evitando di concentrarsi su pochi alimenti.

Il cocco rapè o cocco a scaglie, è un ottimo alimento?

Qual è la migliore varietà di riso?

Buonasera, volevo chiederle alcune informazioni sul riso: qual è la varietà migliore dal punto di vista dietetico/salutare/nutrizionale? Per quanto riguarda le frequenze settimanali di consumo, va bene mangiare il riso a pranzo 3 volte a settimana, e per il resto la pasta 4 volte a settimana? E le patate la sera, 3 volte a settimana, al posto del pane?

Dr. Rizzo: L’Italia ha una grande tradizione di coltivazione di riso e possono essere reperite in commercio decine di varietà. Le differenze tra queste, di solito, riguardano l’aroma e l’impiego in preparazioni specifiche che possono necessitare di caratteristiche tecniche diverse. Come per tutti i cereali, la scelta dovrebbe ricadere su prodotti meno lavorati (integrali o semi-integrali), che mantengono un quantitativo più elevato di fibre, vitamine e minerali con un indice glicemico ridotto. Insieme a questi, può essere inserito anche il riso selvaggio o selvatico, che tecnicamente non fa parte della stessa famiglia botanica, ma che per tradizione non viene lavorato. Rispetto alla lavorazione possiamo considerare un’eccezione il riso parboiled, che subisce un procedimento specifico che ne altera le caratteristiche dell’amido contenuto e permette il recupero, almeno in parte, delle sostanze che andrebbero perse con l’asportazione dei tegumenti esterni durante la lavorazione. Si ottiene così una tipologia di riso lavorata che mantiene un basso indice glicemico e un buon assetto proteico. Come per tutti i prodotti amilacei, non ci sono frequenze specifiche nelle linee guida, ma l’approccio migliore è di variare quanto possibile, prediligendo farine poco lavorate, se non cereali integrali. Per ulteriori informazioni, consiglio la lettura del relativo approfondimento sul riso presente sul sito di Biolis.

Quale varietà di riso è migliore? Scoprilo sulla rubrica del nutrizionista di Biolis

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Gianluca Rizzo è biologo nutrizionista, docente in corsi di formazione ed ECM, e in diversi Master curati dall’Università di Messina, specializzato in alimentazione vegetariana e vegana e in integrazione alimentare. Potete conoscerlo meglio in questa intervista. Su Facebook lo trovate qui