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Gli Alchechengi, dalla sapienza Inca un pieno di fibre

Tra le novità in arrivo questo mese spicca un superfood che andrà ad arricchire il nostro settore della frutta secca morbida: si tratta degli alchechengi (o alkekengi). Le bacche Inca, chiamate anche “bacche d’oro” per la loro colorazione giallo-arancio, grazie alle loro proprietà e caratteristiche sono un vero e proprio superfood.

Cosa sono

Gli alchechengi sono i frutti della Physalis peruviana, una pianta appartenente alla famiglia delle Solanacee (la stessa di melanzane e pomodori) coltivata in Perù, Colombia ed Ecuador, ad alta quota (tra i 1800 e i 2800m), in un ambiente caratterizzato da precipitazioni abbondanti e da terreni prettamente sabbiosi e argillosi.

Esistono diverse specie di Alchechengi: oltre alla Physalis peruviana, da cui viene colto il frutto che noi vendiamo in negozio, la più nota è la Physalis alchechengi o Alchechengi comune, caratterizzata da fiori bianchi e abbastanza diffusa in Italia.

Proprietà

Gli alchechengi hanno notevoli proprietà. Sono infatti ricchi di vitamine P e C, caratteristica che li rende particolarmente adatti come antinfiammatorio naturale, ma soprattutto di antiossidanti. Ne hanno addirittura più delle bacche di Goji, del tè verde e dei mirtilli. Contengono tante fibre, dunque apportano benefici all’equilibrio intestinale. Sono anche ricchi di betacarotene, caratterizzato dal forte potere antiossidante, e di polifenoli, che combattono i radicali liberi. Tra le altre proprietà, vi è da sottolineare la presenza di diversi minerali, quali fosforo, ferro, calcio e potassio, e – in piccole quantità - di vitamine A, B1, B2, B6 e B12.

Dal punto di vista nutritivo, 100 gr. di bacche Inca forniscono tra le 290 e le 330 calorie. Sono costituite in gran parte da carboidrati (circa il 60%); hanno una quota molto interessante di proteine (pari a circa 7 gr., un po’ meno delle bacche di Goji), utili per chi segue una dieta vegana o vegetariana; contengono tra i 16 e i 19 gr. di fibre, più di qualsiasi altro tipo di frutta secca, comprese prugne, albicocche e uva sultanina; contengono appena 3gr. di grassi, per la stragrande maggioranza insaturi, dunque non cattivi. Sono inoltre gluten free, non hanno colesterolo e sono assai povere di sodio.

Gli alchechengi hanno anche proprietà diuretiche e depurative, ed è utile mangiarli durante i periodi di stress.

È consigliabile consumarne circa 1 cucchiaio al giorno.

Gli alchechengi a tavola.

Le bacche di alchechengi di solito si consumano essiccate e come tali possono essere conservate a lungo in luogo fresco e asciutto, al riparo dalla luce. Gli alchechengi possono anche essere consumati freschi, a crudo come un frutto, oppure possono essere utilizzati in diverse preparazioni culinarie. Hanno un sapore particolare, dolce con una punta di acidulo.

Se si ha il frutto fresco, vanno conservati con molta attenzione, perchè possono durare qualche giorno solo se tenuti in frigorifero, meglio se protetti da un panno di cotone. E' possibile anche congelarli: in questo caso, si deve però avere l'accortezza di eliminare i calici. Se i frutti acquistati sono ancora acerbi, è possibile farli maturare in casa a temperatura ambiente, finché non saranno di colore arancione: allora saranno commestibili.

Le bacche di alchechengi essere assunte sole, come snack a metà mattina o pomeriggio, o mischiate con altra frutta secca. Possono essere consumate a colazione con cereali, muesli o yogurt. Sono ottime per insaporire insalate di verdura o macedonie; nella preparazione di dolci, biscotti e torte; come dessert in accompagnamento alla cioccolata. Il loro gusto agrodolce le rende molto adatte anche in accompagnamento al formaggio; o in secondi piatti, come pollo o tacchino cucinati con spezie esotiche.

Curiosità

Il termine “alkekengi”, apparso per la prima volta nella lingua francese intorno al XIV secolo, deriva dal francese antico “alquequange” o “alcacange”, che a sua volta deriva dall’arabo “al-kakang”, che significa “lanterna cinese”, con chiaro riferimento all’involucro che avvolge il frutto.

In Giappone i semi del frutto di alchechengi sono utilizzati come parte del Festival Obon (Festa delle Lanterne) come offerte per guidare le anime dei defunti.

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Fonti:

http://foodwatch.com.au/reviews/item/product-review-incaberries-a-new-super-berry.html

http://www.benesserecorpomente.it/bacche-inca-o-bacche-doro-praticamente-un-superfood/

www.alimentipedia.it/alkekengi.html

www.nutrisslim.com/superhrana/lepota/i_215_bio-inkovske-jagode-150g

http://www.riza.it/dieta-e-salute/cibo/4044/le-meraviglie-dell-alchechengi.html